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Care lettrici e cari lettori, i tempi sono sempre cambiati nella storia e oggi stanno cambiando soprattutto all’insegna delle nuove tecnologie. Mettiamo però subito le mani avanti: noi alla carta non rinunceremo, come non rinunciano altri più avveduti di noi. Siamo convinti che leggere su carta sia diverso che leggere su tablet o computer. C’è anche chi sostiene che i nuovi mezzi elettronici siano superiori e rispettiamo questa opinione, c’è chi dice che il libro, il giornale o le riviste abbiano le ore contate. Noi però abbiamo visto molte iniziative editoriali abbandonare la carta per gettarsi sull’elettronica e finire non proprio bene. Abbiamo detto che i tipi di lettura su carta e su supporti elettronici sono diversi e vogliamo evitare di stabilire una gerarchia. Noi crediamo che le due strade non siano alternative e per questo abbiamo deciso di affiancare alla lettura su carta un blog, che certamente permette una comunicazione più rapida e, per certi aspetti, una interattività. C’è, nel nostro blog, una parte informativa, dai libri più belli pubblicati nell’ultimo anno alle informazioni sulle principali manifestazioni fieristiche, dalle varie iniziative culturali a contributi e riflessioni su tematiche varie. Ma c’è soprattutto una parte più impegnativa – e qui chiediamo il vostro contributo – una parte che riguarda articoli e saggi particolarmente stimolanti su cui ci è di sollievo conoscere il parere di voi lettori. Noi crediamo di conoscere un po’ il profilo di chi legge “Il Pepeverde” , lo immaginiamo come una persona che ama pensare e riflettere. Di più, un lettore con una sensibilità particolare sui temi della fantasia, della creatività, della diffusione della cultura, della formazione dei giovani. Ricorriamo a un esempio. Nel nostro blog trovate il saggio, presente già in apertura di queste colonne, di Jack Zipes. Professore emerito all’Università del Minnesota, Zipes e uno dei più noti e importanti studiosi di fiabe, sulla loro evoluzione e sul ruolo politico e sociale che esse hanno avuto nella civiltà. Ebbene Zipes sostiene che la manipolazione, spesso grave, delle fiabe, è stata dettata da ideologie regressive (nel saggio, documentatissimo, tratta delle varie versioni della nota fiaba dell’Apprendista stregone). Noi stessi, della Direzione del “Pepe Verde”, abbiamo visioni diverse del significato di queste manipolazioni e interverremo per discutere tra noi e con chi vuole. È solo un esempio a questo seguiranno molti altri. Abbiamo anche intenzione di pubblicare interventi sulle “regole” per scrivere un libro o un racconto o per illustrare libri per ragazzi. Per esempio come si riconosce se un albo è bene o è male (ce ne sono) illustrato? In conclusione noi crediamo sia nella pacifica convivenza tra il libro di carta e l’e-book, sia nella loro potenzialità interattiva. È quello che del resto si fa oggi in altri campi. Un libro per bambini ad esempio è importante che sia di carta; il bambino, soprattutto se è piccolo, ha bisogno di incontrare l’oggetto libro con tutti i sensi, di sfogliarlo, soppesarlo, annusarlo. Per non parlare poi di libri come i pop-up o di quelli con finestrelle o con suggestioni tattili. Invece in alcuni manuali l’e-book, bisogna ammetterlo, è più funzionale di un libro di carta perché consente l’uso di una serie di interventi a margine del testo, utili ad esempio per chi studia. Difatti se l’e-book si legge direttamente in rete, può essere corredato da importanti riferimenti e approfondimenti presenti in internet con potenzialità anche didattiche straordinarie. Ci troviamo in mondo nuovo e dobbiamo cercare nuovi equilibri, spesso rotti proprio dalle prorompenti e potenti tecnologie. Ma è sempre stato così, il nuovo ha bisogno di assestamenti, inseguire questa o quella tendenza diventa una moda più che una scelta utile.

Ermanno Detti

 

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